Cronache del Labirinto Oscuro

La Prima Chiesa di Damburrow

Molto prima che S. Colombo venisse per condurre i Pitti fuori dall’idolatria, anche prima che S. Niniano costruisse la sua "Casa Candida", un missionario giunse ala terra chiamata Damburrow, per portare la luce della vera fede a questi popoli selvaggi. La storia ha dimenticato il suo nome ma le leggende dicono che giunse solo dalle colline della Northumbria sgranando i grani del suo rosario e mormorando le sue preghiere Latine.

"Pater noster, qui es in caelis" recitava "sanctificatur tuum nomen.."

Nel villaggio di Damburrow, egli raccolse tutta la gente della cittadina e cominciò a predicare la parola di Dio loro. I villici ascoltarono con facce accigliate e disattente, e ,alla fine del sermone, il missionario preso alla sprovvista dalla loro reazione fredda prese da parte il capo del villaggio.

"La Parola Sacra non t’ispira?" gridò

"è carina" replicò l’anziano

"Allora cos’hai da dire se io ti dico che ho deciso di costruire una chiesa qui, così che possa predicare la Parola do Dio e istruire il tuo popolo nelle vie del Signore"

"Io so che non è permesso"

"Tu non mi diresti chi non vuole?"

"Non lo so"

"Non sei l’anziano del villaggio?"

"Lo sono"

"Tu mi proibisci di fare ciò che ho detto?"

"No"

"Allora Bene"

E allora il missionario mandò a chiamare degli uomini dal sud, un architetto, carpentieri, tagliapietre e quando arrivarono li mise al lavoro.

In una settimana le fondamenta per la chiesa erano state gettate. Ma quando il missionario e i suoi uomini si alzarono il giorno successivo le fondamenta erano scomparse e al loro posto non c’era latro che un po’ di terreno sterile sommerso. Perplesso, il missionario chiamò ancora l’anziano del villaggio.

"Perché non mi hai detto che abbiamo iniziato a costruire su una palude?"

"Perché non l’hai chiesto. Questo è un terreno buono per costruire"

"Bene allora"

Il missionario consultò il suo architetto e costruttori e tutti furono d’accordo sulla solidità del terreno ma nessuno si sapeva spiegare la scomparsa delle fondamenta. Il lavoro continuò e in due settimane la struttura della chiesa era stata eretta. Ma dopo non molto degli incidenti cominciarono a vessare la costruzione. Il lavoratori diventarono annoiati e il loro lavoro trascurato, un fatto che molti di loro attribuirono a incubi ma altri imputarono al fatto che erano completamente impossibilitati a dormire a causa di terribili rumori che venivano dalle profondità della terra. Poi, attrezzi, materiali e provviste iniziarono a sparire dal cantiere la notte. Infuriato il missionario ancora una volta andò a parlare con l’anziano del villaggio.

"Desideri impedire il lavoro del Signore qui?"

"Non lo voglio"

"Tuo o il tuo popolo avete rubato alcune cose dal nostro cantiere?"

"Non lo abbiamo fatto"

Il missionario strinse gli occhi e spostò il suo sguardo lungo le oscure colline che si stagliavano nell’area.

"Altri popoli vivono in questa regione?"

"No" Rispose l’anziano "nessun popolo"

"Bene allora"

E così il lavoro continuò, ma lentamente, per le cose che sparivano dal sito quando l’oscurità scendeva e alcuni uomini che tornarono al sud per paura della loro salute. Alcuni di loro dissero di aver trovato strane tracce nel terreno vicino al cantiere, orme che sembravano lasciate da piccole mai e piedi deformi, ma con una scanalatura tra loro, come sue un corpo fosse trascinato sul terreno. Vennero sussurrate superstizioni, mormorii serpeggiavano fra gli uomini, ma il missionario tentava di alleviarle.

"Non temete, uomini buoni. Io credo che i bambini del villaggio abbiano fatto un crudele scherzo a vostre spese, ma non ci faremo scoraggiare! Ricordate soprattutto che state facendo un lavoro per il Signore!"

Ma la situazione peggiorò, tutti gli uomini andarono via, i tagliapietre, i carpentieri e alla fine l’architetto stesso. Cocciuto il missionario decise di finire la chiesa da solo. Lavorò per giorni e molti villici uscirono a vedere. Alcuni sorrisero freddamente e altri erano meravigliati che teneva il tempo martellando i chiodi con i suoi versi latini:

"In nomine Patri (BAM!), et Fili (BAM!), et Spiritu Sancti(BAM!)".

Alla fine l’edificio fu completato e il missionario offrì hai villici di venire e assistere i primi servizi.

Ma l’anziano declinò, dicendo al missionario, "questo è stato proibito tanto tempo fa, questa cosa che hai fatto andava fatta ma la pietra e il legno ritorneranno nella terra dove si ergono, perché è la terra stessa che non vuole queste cose. Il Paradiso e la Salvezza che ci offri, non la possiamo accettare, perché non gli suona completamente buona"

Furioso il missionario ritornò alla nuova chiesa e li iniziò a pregare per avere la guida e la forza. Così continuò a pregare forte e vigorosamente così che tutto il villaggio lo sentisse e sentisse lo sgranare del rosario fino a sera.

La notte si sentirono degli orribili suoni provenire dalla terra stessa e tutti nel villaggio si accucciarono vicini sentendo il battito dei loro cuori. Colo che furono tanto coraggiosi che uscirono dai loro ripari giurarono di aver visto le nere colline urtarsi l’una con l’altra nell’oscurità. Quando arrivò il mattino tutti i villici si unirono e marciarono verso la chiesa ma quando vi giunsero tutto quello che trovarono fu una grande e oscura fossa dove l’edificio era stato eretto. Come loro guardarono si riempì lentamente di oleosa acqua salmastra dalle profondità sottostanti.

E così è rimasta fino a oggi. È chiamato la "Fossa di Damburrow"e la leggenda vuole che se stai li vicino al calar delle tenebre potrai sentire i mormorii in Latino del missionario, solo che ora sono cambiati gorgogliando attraverso le oscure acque.

"Pater noster, qui es in Malfea, Vermis Magnis est tuum nomen…."