Jack Debiltongue

Quando il re Edorado I d’Inghilterra disse “i miei cervi sono morti, voglio che i lupi siano uccisi. Mandò Peter Corbert con degli uomini a uccidere con l’arco ogni lupo che vedevano; i mutapelle, le Zanne d’argento e i Fenris vennero cacciati. Alcuni dissero “Ben trovati” altri si nascosero dai loro kin altri fuggirono nel Galles; altri ancora cercarono rifugio in città “andiamo a Londra” dicevano “ma non essere così audace, domini la contea ma li il Lord è Jack”.

Jack era il più furbo dei Rosica Ossa, principe dei mendicanti, dei poveri e dei ladri; un uomo furbo, un prete sacro, un folle deriso e una bestia selvaggia. Jack Almsman, Jack Aleman, Jack Deblitongue (Deviltongue, lingua del diavolo) che grida alla luna e sghignazza al sole. Jack Almsman anò a mendicare alla tavola del vescovo “Meritiamo tutti il paradiso” diceva mentre mangiava “tu e tutti coloro che cadono nell’abbraccio del mondo, ora lascia passare il vino e non dimenticare la grazia”

IL vescovo lo guardò “Jack Almsman io ti ho reso non la monta di Cesare ma il dovuto al Diavolo”
Poi Jack Almsman alla locanda di Londra libero con la moneta del vescovo disse ai suoi amici mutapelle “ci sono quattro cose che reputo belle: le donne, gli amici, la ricchezza e il buon vino. Finora sono riuscito a farne solo una, tengo le richezzee incremento il restante di due”
Era un lacero bastardo della peggior sorta e il suo svago era guardare gli intagli di legno degli angeli nudi.

Ora mentre re Edoardo era nella sua torre complottando la guerra contro i Francesi e gli Scozzesi giunse correndo Corbert il chierico cacciatore e dissi “Mio signore abbiamo il lavoro del Diavolo a Londra, nella contea i lupi incontrano la morte ma alcuni vivono in città e taluni dicono mutaforma del Diavolo stesso. Prendete la spada e li purificheremo dalla sua stretta” Re Edoardo disse “Corbert ti prego guidami veramente e sia come tu vuoi”

Ora il re prese la spada e mandò a chiamare Johon Howard, sceriffo e veterano di Scozzia che non era un codardo. E con Corbert, Howard e alcuni cavalieri fedeli andarono in città a cercare nemici da combattere. Solo vicino al Tamigi incontrò un pover’uomo vestito con poveri stracci, un orfano della città. Disse il re “Straccione cosa ci fai qui?” “io sono Jack Debiltongue, e non o cacciato i cervi” disse Jack e poi s’inchinò profondamente al re “ho sentito di un complotto che sua maestà dovrebbe conoscere”

“Racconta” disse il re con non molta gioia “con piacere, mentre stavo bevendo ho sentito due cavalieri, allora ho abbassato la mia birra e ho aguzzato l’orecchio” disse Jack “Erano cavalieri di Francia e non la volevano morto ma vivo; questo era il loro complotto per donarti a Wallance lo scozzese ribelle. Ho i miei straccioni che li seguirono a una locanda e posso indicarli dove li puoi trovare” “ è meglio che sia come dici” Il re li incalzò e prese i cavalieri che volevano un re come pegno.

La parola di Jack era vera e la regina Eleonora pregò il re di trovare Jack che gli aveva dato il consiglio a cui aveva dato ascolto. Il re trovò Jack e gli disse “che dono posso darti?” “Richiama la caccia di Corbert perché il lupo possa vivere” rispose Jack e aggiunse con un sorriso “posso darti le pellicce di molti lupi in cambio” Edoardo accettò e fece di lui il suo servitore risparmiandoli la vita.
“Pace re lupo” gridò “che non ci sia più contesa”

Jack crebbe in autorità ma così pure i suoi nemici, i Fenris dicevano “è diventato il cane del re” ma non davanti al lui perché Jack era lord. I suoi Rosica Ossa divennero un’orda e uno giunse loro, si chiamava Bob Bleechbone, un vecchio amico di Jack ora cieco e zoppo. “io non posso più correre con il branco della città” disse Bob “divido la mia casa con gli straccioni, la strada è il mio letto, ma non posso riposare la notte, dei giovani sono diventati selvaggi; battono i poveri, uomini, donne e bambini”
Jack trovò questi malvagi una notte e disse “Gesù Cristo non era povero e sanguinò per noi? Siamo tutti figli di Dio, siamo tutti fratelli e sorelle, Adamo e Eva sono nostro padre e madre” gridarono “San Giorgio” e “Vergine Benedetta” Jack Debiltongue sghignazzò mentre i suoi licantropi calavano su di loro. Gettarono i loro corpi nel Tamigi e lasciarono ai corvi raccontare questo racconto di dolore. E diedero un banchetto gratuito ai corvi e ai pesci. Questa era la loro carità come ogni lupo sa.

Gli straccioni e i poveri ringraziavano tutti Jack, e i racconti giravano e non mancavano le bevute. Le donne cantavano con lui e altre lingue cantavano delle gesta del re lupo. La Zanna d’Argento Filippo di Valenza, cavaliere di Francia, era il re delle Zanne. Aveva conosciuto la danza di corte, era coraggioso ma spesso sciocco e vanitoso. I suoi antenati da Adamo avevano tutti un nome.

Aveva la sua corte in Normandia e aveva cercato in lungo e in largo una donna di sangue puro per farne sua moglie. Gli fu promessa la bella Costanza d’Inghilterra, una donna di grande bellezza con il buon senso nella sua testa, figlia della vecchia nobiltà normanna. Filippo giunse alla vergine in Inghilterra per sposarla. Mandò a dire a Jack nella città di Londra “Scorta questa bella donna da York qui da me”

Lei viveva a York nel nord del reame, Jack e i suoi uomini rubarono elmi e vestiti per il nord. I loro occhi potevano vedere il lavoro di Corbert tutto attorno, il suo rimedio per i poveri lupi e Jack disse “la guerra non viene da Corbert ma dal dolore della vecchia Inghilterra” Quando arrivarono videro la bella Costanza, kin dei licantropi, cresciuta in Inghilterra e Francia.

Lo la scortarono verso sud come corrono i lupi del popolo. Jack parlò a Costanza e il desiderio iniziò. I suoi capelli erano dorati e il suo canto dolce e gentile; la sua voce svegliò i cardellini dell’estate. Lui le insegnò i suoi giochi di dadi e l’arte di bere. Le insegnò nuove canzoni e a sghignazzare. Quando arrivarono a Londra fu contrariato nel vedere Filippo che l’aspettava in una cappella per sposarla.

Al banchetto Filippo fece un grande festino per la sua nuova sposa, per i suoi nobili e le bestie della luna. I Rosica Ossa e le Zanne d’Argento mangiarono finchè non furono pieni, nessuno fece complimenti e Jack ordinò al suo amico, John Muttonthef, di portare la forte bevanda della foglia di vino e metterla nella coppa di re Filippo “quando cadrà addormentato ubriaco io sorseggerò”

Filippo cantò molte canzoni straniere malvagie di cortesia romantica e cantò molto a lungo. Filippo spiegò che era costume della sua terra far cantare uno dei suoi ospiti, che era una grande cortesia. Disse a Jack “cosa ne pensi della mia arte?” Jack sollevò una gamba e emise un forte peto. L’assemblea si zittì e Jack disse “in Inghilterra noi dimostriamo il ringraziamento con uno scoppio di vento”

Poi la festa termino e Costanza andò a letto per giacere con il marito che aveva sposato ma Filippo aveva bevuto il vino e era caduto addormentato. Sulle scale Jack era con gran silenzio camminava a carponi. Quando Filippo si svegliò andò dalla sua sposa. Jack uscì fuori dalla finestra in forma lupina e corse via. Costanza era sveglia dal sonno e disse “abbiamo consumato il letto”

Il giorno seguente alcuni Fenris vollero parlare con Jack “noi veniamo da Midland” dissero “e vediamo la cosa grigia, dopo la caccia di Corbert il nostro numero è scarso e i Danzatori della Spirale Nera sono venuti dalla Scozia, non ci piacciono i Rosica Ossa ma i Danzatori portano corruzione, con te e le Zanne li ricacceremo nella notte” Jack parlò con Filippo che elaborò una strategia “il mio dono per Filippo sarò un antico nemico”

Jack con tre amici giunsero a nord, l’oscura contrada che aveva generato i Danzatori, il lupi del Diavolo, coloro che pregano il Wyrm, i domatori di Flagelli dell’oscura blasfemia. Mary Latinwiste, Teurga della setta e saggia, disse “Ho avuto un sogno di Spirito Ratto” e disse il suo avvertimento. Le guardie dei Danzatori li portarono dal loro signore Drededoom il possente, re della discordia.

“Lord Drededoom” disse Jack “io vengo per unirmi al branco, re Filippo ha invaso dalla Francia e lui e i Fenris sono alloggiati nella mia città e vogliamo cacciarli via con poca compassione. Poi governerai tu l’Inghilterra e la città di Londra è mia da comandare” Drededoom rispose “tu cerchi d’ingannare per Filippo e la sposa che gli hai portato, io credo”

“Questo perché ho sofferto perché l’amo veramente; io la voglio dal Filippo questo è il mio prezzo” disse Jack e Drededoom sghignazzò sul suo trono pensando che l’incantesimo di Venere avesse portato via questo Urrah dalla sua casa verso la terra della follia, verso l’odio oscuro, per uccidere le Zanne e poi condividere con loro lo stesso destino, con Corbert e i Rosica Ossa che fanno il suo lavoro presto l’Inghilterra sarebbe passata sotto il dominio dei Danzatori.

“Accetto, poi domani andremo in guerra, ora vai nella fossa che contiene la nostra conoscenza” così disse a Jack e lo condusse dove i demoni fanno la guardia ai cancelli dell’Inferno. Ma il balsamo negli occhi aveva reso cieca la vista del Rosica Ossa sulla fossa spalancata della potenza del Diabolico Wyrm e con la cera negli orecchi non udì le urla degli spiriti torturati che affollano i nostri sogni.

Prendendoli dalla fossa i Danzatori iniziarono a recitare con ululati la loro litania oscura, Jack e i suoi amici si unirono a loro spaventati di mostrare paura. Santo Ratto li aveva salvati, ma Santo Ratto non era li vicino e il suo balsamo li aveva resi momentaneamente ciechi; loro agirono come Danzatori fuori di testa, quando terminò la solennità oscura Jack pregò tutti gli spiriti di liberarlo.

La notte seguente corsero fuori dal Nord Danzatori e Rosica Ossa ululando in forma lupina. Il potere di Marte dalle sfere celesti assicurò al loro sangue una furia senza paura. Dalle valli e dalle contee delle Midlands si udì l’urlo dell’ululato di morte sotto il cielo oscuro. Tenevano Jack in testa e egli indicò ai Danzatori una via nascosta.

Dopo Londra Jack li guidò in una valle e li ululò dalle sue profondità; il segno era stato dato e i Fenris e le Zanne li saltarono addosso per ucciderli e giunsero molti Rosica Ossa per spargere il sangue del nemico. Jack fu falso verso i Danzatori ma veritiero verso i Garou. L’imboscata lasciò alcuni morti, altri morenti altri ancora doloranti.

I Danzatori combatterono con furia nel massacro cadendo in gloria sotto il fiume di sangue. Drededoom gridò “Voglio uccidere Jack il traditore” e richiamata la magia nera partì all’attacco. Jack fu fortunatissimo e cercò di fuggire; schivò il colpo che il nemico aveva vibrato e morse il collo di Drededoom che disse addio alla dura vita e accolse la morte.

“io ti credevo” disse “ma per la vita non lo avrei mai dovuto fare. Jack Deblitongue, sei meritatamente chiamato Deblitongue” Così Drededoom morì e i garou ebbero la vittoria, I Fenris, le Zanne e i lupi di città per l’impresa di Jack. Egli disse “Re Filippo il mio dono è stata una gloriosa caccia, questo è il mio dono di nozze ma dammi le pellicce che ne ho bisogno”

Diede la pellicce a Edoardo per provare che tutti i lupi erano morti, poi con ringraziamento giunse ai suoi amici “Il lavoro di Corbert è fatto di alle sanguisughe di questa città che non lo richiamino o cacceremo anche loro” Ora il nostro numero è aumentato come le foglie su un albero grazie allo scossone di Jack Debiltongue un dono che mai sarà eguagliato. Benedetto possa essere da S. Alessio e benedetti siano tutti i poveri.