Nello Scantinato Puzzolente, Tre Sottolivelli Sotto il Wyrm

"La seconda cosa che farò", decise Thomas, "è uccidere me stesso. Questa è la pena e la punizione per l'orribile peccato di avere ascoltato ciò che avevi da dire. Probabilmente se io mi tolgo la vita, la nostra signora Gaia mi redimerà e mi perdonerà, e mi accetterà di nuovo nel Suo grembo come Suo amorevole figlio."
Lo scantinato, che era privo di qualsiasi macchinario o mobilio, o qualunque cosa oltre a tubature con perdite in alto e freddo cemento in basso, sembrava essere stato costruito per l'unica ragione che qualcuno aveva deciso che lì ci sarebbe dovuto essere uno scantinato. La scarsa areazione costringeva chiunque al suo interno a faticare per respirare.
Rannicchiati in mezzo a tutto questo, seduti schiena contro schiena, c'erano un uomo e un mostro. L'uomo stringeva saldamente una pistola in una mano e una collana di perle nell'altra. Ogni perla aveva una fase lunare incisa, e da ogni perla pendeva un simbolo oscuro con il significato di "Clashing Boom-Boom" e un altro simbolo costruito da due lunghi archi circolari, il glifo per Gaia, riarrangiati in un approssimazione di una croce. Il mostro respirava pesantemente, i suoi artigli e il suo pelo intriso di sangue e una crescente rabbia nei suoi occhi mentre il piccolo ammasso di carne appoggiato contro la sua schiena finiva la sua diatriba.
"La prima cosa che farò è uccidere te."


"Rotelle." Il rapporto comparì sulla scrivania, il risultato finale di due settimane di sorveglianza, mentre Isaak Bockhold dava il suo sommario esecutivo per la cellula. "Fanno rotelle a livello industriale, usate nei trolley. La maggior parte dei loro soldi arriva da svariati contratti con gli ospedali. Per loro producono ruote silenziose da usare per la lavanderia, per i carrelli del cibo e anche per le barelle."
Nella stanza, otto persone prestavano completa attenzione alla storia riguardante la loro attuale operazione o ignoravano la noiosa ripetizione di ciò che già sapevano. I rumori di un PC nell'angolo del piccolo appartamento accompagnavano il monologo di Bockhold. "Ora, la cosa interessante è che sappiamo che hanno cominciato a scaricare illegalmente l'olio che usano per creare i loro prodotti. Di loro spontanea volontà? *Non a causa di un'operazione. Questo descrive la meta' delle compagnia in città. Ma e' qui che spunta Edward Ditmar."
Aprendo la cartella, tiro' fuori la foto di un uomo calvo e sovrappeso, sulla cinquantina forse. "Lavorava per l'ospedale. Ma prima, ha lavorato per tre diverse compagnie farmaceutiche, tutte e tre sospettate di essere sotto il controllo o l'influenza di entità del Wyrm."
"Ed e' estremamente sospetto che sia stato assunto giusto un mese prima che cominciassero gli scarichi illegali," aggiunse Hinetze, una piccola ragazza mora appena diciassettenne. Senza alcun dubbio era acuta, ma la maggior parte della tavolata le diede a malapena attenzione. In questa situazione, era una dichiarazione di ciò che era chiaramente ovvio.
"Stai cominciando a capire, Hinetze. E un mio contatto che lavora per la Genereader e la sua gentaglia ha fatto un po' di controlli per me. E' venuto fuori un database, insieme con un profilo completo del soggetto. Ditmar è sempre il servitore della moglie, mai la moglie stessa. Sentite i suoi lavori 'Direttore Assistente del Marketing,' 'Assistente Specialista per la Produzione di Prodotti per l'Atletica' e, il meglio alla fine, un semplice, 'Assistente.' Non ha avuto un lavoro vero in oltre vent'anni."
L'alto e corpulento uomo scostò i capelli dagli occhi e continuò. "Il che vuol dire che è stato pagato per tutte le ragioni più sbagliate. E qui è dove entriamo in gioco noi. Thomas?"
Thomas abbassò la sua mano di nuovo e chiese, "Assumiamo che l'intera organizzazione sia corrotta, o solo questo uomo?"
"Importa veramente?" rispose Bockhold, con voce piatta. Il mento ossuto di Thomas annuì vigorosamente.
"Sì, importa. Se consideriamo che l'unico vero problema con la compagnia è Ditmar, allora ha senso mandare un assassino piuttosto che rischiare un assalto frontale con lo scopo di smantellare interamente la compagnia." cominciò Thomas. Il suo viso diventò leggermente rosso e le sue parole cominciarono a tirarsi l'un l'altra," In secondo luogo, ci vuole tempo per portare qui qualcuno da oltremare "
Bockhold scosse la testa velocemente. "Tempo che non abbiamo." Si guardò alle spalle, alzò la voce leggermente e si alzò dalla sedia, cercando di imporre la sua autorità sull'uomo magro e allampanato che gli si opponeva. "Il tempo è decisamente denaro qui. Ogni giorno in cui i riversamenti continuano è un altro giorno in cui bisognerà ripulire tutto."
"Domande?" Hinetze alzò la sua mano di un pollice dal tavolo.
"Cosa c'è?" la voce tagliente e secca fece saltare un attimo Hinetze, e Thomas colse un lampo di rabbia negli occhi della ragazzina, di un intensità completamente differente da quella che cresceva nei suoi stessi occhi. Thomas non era un alfa, ma era in giro da un tempo sufficiente per essere ben conscio degli esatti risultati quando si fa arrabbiare un Garou, anche uno cosi giovane come lei.
Hinetze, a suo credito, rimase seduta. "I riversamenti sono illegali per legge federale. Se li esponessimo al governo eviteremmo di rischiare noi stessi, e potremmo anche avere la possibilità di allertare alcuni altri Garou nella setta per raccogliere i rimasugli." La sua voce aveva il tono lamentoso e alto di un bambino che cerca di impressionare la madre dopo essere stato trovato a giocare con i giocattoli quando avrebbe dovuto studiare. Non funzionò; Isaak stava per interromperla ma Thomas lo anticipò.
"Il governo qui è pieno di sanguisughe, succhiasangue e, per quello che conta, anche un vampiro o due. O quantomeno persone affiliate con loro. Qualsiasi ammissione a loro sarebbe senza scopo, e ci lascerebbe scoperti agli attacchi. Isaak ha avuto l'idea giusta, ma definiremo i dettagli più tardi. L'incontro è finito." Thomas tenne la sua voce bassa, per cercare di calmare Hinetze. Era un trucco che ogni buon Kin imparava. Probabilmente vero in ogni tribù, pensò Thomas.
Thomas riuscì col suo trucco, comunque. Abbastanza compassione per calmare la ragazza, abbastanza autorità per rimettere tutti gli altri in riga. Eccetto, naturalmente, Isaak. Non che contasse. Thomas fece il labiale di 'Non tu' a Isaak mentre il gruppo usciva dalla stanza; rimasero soli nell'appartamento. Otto sigarette intanto cominciarono a bruciare fuori dalla porta dell'appartamento.
"A cosa doveva servire quello?" L'uomo più piccolo parlò, i suoi occhi stretti in incredulità. "Interrompi bruscamente l'incontro, ignori fatti fondamentali nella tua presentazione, inimicandoti la povera Jennifer…" Thomas teneva sollevato l'indice, rimproverando il suo alfa, "E' brava, lo sai. Non ha fatto strada così velocemente per niente; ha il tempo di reazione più veloce che io abbia mai visto e una disciplina rigida per essere una sedicenne. Potrebbe essere la prossima mossa in avanti per noi. E la sua idea era fuorviata, ma comunque buona. Perchè l'hai stroncata così?"
"Non ho -" Isaak cominciò, ma fu subito interrotto da Thomas ancora una volta.
"Oh zitto, Zachie." Thomas avrebbe riso se non fosse stato troppo impegnato a ringhiare. "Senti, ti conosco da quando tua madre ti ha spinto fuori urlando in questo mondo. Ero li ad odiarti quando dovevo spartire la mia camera con te." I suoi occhi, anche se delusi, rimasero gentilmente caldi, "Ero li ad odiarti quando feci il Muta, e Mamma mi dovette spiegare che eri speciale e io non ero speciale come te. Ascolta bene, non ero speciale. E indovina un po? Sono dannatamente vicino ad odiarti ora." Si sporse più vicino e parlò più dolcemente, "La sua idea non era così malvagia. Il governo è una opzione chiusa, ma perché non le televisioni? Abbiamo amici là dentro. Potremmo sfruttare questa possibilità. Perché no?" Una pausa. "Perché sei cosi determinato a renderla un'operazione, Zachie?"
Ci fu un altra pausa. La precedente arroganza di Isaak si ruppe sotto le contenute parole del fratello maggiore, rimpiazzata da una smorfia di dolore. "Ascolta, Thomas. Mi hai sempre creduto fino ad ora. Non ti ho deluso. Devi solo fidarti di me anche questa volta."
La sua lingua si muoveva lentamente nella sua guancia, Thomas scosse la testa. "Non mi fido poi così tanto di te, Isaak." Incrociò le braccia. "Voglio assicurazioni. Fai un sopralluogo con gli spiriti."


"Non toccate nulla." Isaak spiegò le regole base, come faceva sempre. Attorno a lui, il branco si ammassò attorno allo schermo luminoso, spintonandosi per avere più spazio. Dieci persone non stavano granché bene attorno a un singolo schermo. "Non dite nulla. Non muovetevi. Non respirate, se potete evitarlo. Gli spiriti sono irritabili, e se non si fa tutto esattamente come da manuale, sono propensi ad andarsene. E ancor peggio, sono propensi a fare cose fastidiose al nostro sistema prima. Chiaro a tutti?"
La maggior parte del branco annuì (Hinetze in particolare annuì vigorosamente), anche se Thomas, abituato all'atteggiamento del fratello, semplicemente scosse la testa. Julian chiese, "Non è tutto sul computer ora?" Julian, uomo di montagna, non era così tonto come pensavano gli altri, ma gli piaceva recitare quella parte.
Isaak scrollò le spalle. "La maggior parte si." Si girò nuovamente verso lo schermo e mosse il puntatore a una cartella evidenziata, 'MP3 di Stoneform'. "Questo era tutto ciò che sarei stato, Thomas," disse, con voce calma e addolorata. "Ho lavorato per mesi su quel gruppo prima che accadesse tutto." Thomas annuì, ugualmente calmo. "Quante ne dovrei offrire?"
"Venti." La fredda voce di Thomas fece sussultare Isaak, che comincò a contrattare. "Quindici."
Escluso il ronzio del computer, la stanza era silenziosa. Isaak aveva ancora la testa chinata, rifiutando di commentare. Guardò ancora, sfogliando con il mouse sulle varie icone degli MP3, evidenziando i nomi dei file e guardandoli amorevolmente. C'erano sogni in quei file. Morti da tempo, forse, ma comunque sogni. Isaak alla fine suggerì, "Dieci." Prima che Thomas potesse obbiettare, Isaak spiegò, "Non ne ho molti. Abbiamo registrato solo cinquanta canzoni, Thomas. Se non vuoi che vada fuori e ne faccia di nuove, questo è tutto quello che abbiamo."
Thomas annuì silenziosamente, e Isaak clicco sull'icona per impostare la sua connessione LAN. Naturalmente il computer era connesso ad internet, ma la connessione in cui era interessato era quella rappresentata da una scheda Ethernet penzolante dal filo da pesca appeso dal soffitto di fronte a uno specchio. Non che richiedesse veramente una connessione di qualche tipo, ma il simbolismo di una scheda Ethernet aiutava. Forse gli spiriti trovavano il simbolo familiare. Una volta che la connessione fu stabilita, Isaak uso il comando 'Trova Computer' e digitò 'Araignie'. Alcuni istanti passarono, dopodiché, improvvisamente, lo schermo diventò completamente blu, eccezion fatta per un prompt di testo bianco.
Immediatamente, del testo comparve sullo schermo:
>Ciao Dave.
>Dove vuoi andare oggi?
"Grande. Una sfacciata, bastarda, rana dei Ragni della rete." borbottò Thomas. Isaak voltò velocemente la sua testa con fare rabbioso e Thomas si zittì. Per ciò che sapeva quel piccolo commento non avrebbe fatto male, ma la sua noncuranza avrebbe potuto suggerire agli altri che potevano parlare e avrebbero potuto dire qualcosa di dannoso.
Dovette trattenere un sorriso mentre Hinetze chiese, confusa "Rana della Rete?"
Ignorandoli, Isaak digitò "Bonsoir, Araignie. ça va?"
>ça va.
"Buono a sapersi. Abbiamo bisogno di una ricognizione su Braunsteiner e Wenz Compagnia di Rotelle. Guarda tra i record di assunzione e i file del personale, e fai un confronto di nomi con il nostro database dei nemici conosciuti. Inoltre fai una deviazione oltre le loro telecamere di sicurezza; assicurati che siano allineate con i loro orari teorici di sicurezza. Probabilmente dovrai risalire alla compagnia responsabile della sicurezza; li troverai nella contabilità delle spese. Voglio le caratteristiche dei nemici che trovi, possibilità di arsenali d'argento da mezzanotte alle quattro di mattina, probabilità di capacità spirituali da mezzanotte alle quattro di mattina."
> Sai che non posso farlo, Dave. Niente in questa vita è gratis.
Isaak espirò, sentendosi un po' rassicurato dalla mano del fratello sulla sua spalla. Inspirò nuovamente, e digitò, "Dieci dei miei file MP3." Lo schermo non rispose per alcuni secondi. Per cercare di velocizzare lo spirito, aggiunse, "Scelti a caso. Probabilmente ne prenderai uno o due dei miei preferiti."
>ACK-cettabile. Porta giù il coltello, Mr. Nome Ironico.
Isaak si morse la lingua. Suo fratello aveva ragione; era uno sfacciato Ragno della Rete che in qualche modo si era messo in testa l'idea di essere Francese. E il suo senso dell'umorismo non lo aiutava con il prossimo passo. L'aveva fatto in passato, ma non era mai semplice più del solito. Presse 'Esc' e lo schermo riapparve. Chiuse gli occhi, mosse a caso il mouse attraverso lo schermo e clicco. Aprì gli occhi, mosse il file in un altra cartella. Ripetè la procedura. Una volta che ebbe finito, sovrascrisse ogni file in religioso silenzio. Non c'era modo più forte per cancellare i dati. Una volta terminato, si sporse indietro e sperò che fosse abbastanza. Mentre lo schermo rimaneva dormiente, Julian commentò, "Un po' di anti-climax?"
Isaak e Thomas dissero all'unisono, "Aspetta e basta." E tempo di pronunciare quelle parole, lo schermo cominciò a riempirsi di documenti di testo che si evidenziavano con velocità tremenda. L'impressionante dimostrazione arrivò al culmine quando un rapporto finale comparve in un documento di testo al centro dello schermo:
> Nemici conosciuti elencati: Ditmar,Edward. Ebner, Roland. Gerbeck, Hugo. Hahne, Alwin. Heinemann, Lorelei.
> Probabilità di arsenale d'argento in un giorno feriale durante le ore da mezzanotte alle quattro di mattina : 14%
> Probabilità di capacità spirituali in un giorno feriale durante le ore da mezzanotte alle quattro di mattina: 6%
> Siete operativi stanotte? Vi serve aiuto con gli SpiComs? Daniella gestisce gli interruttori? Mi piace Daniella.
Se avesse potuto produrre un accento francese al termine di quella frase, lo avrebbe fatto. Ma nessuno se ne sarebbe interessato comunque. Il silenzio contenuto mutò in un silenzio scioccato. "Gesù ha pianto." (n.d.r.: tradotto da Jesus wept. E' un modo di dire inglese indica incredulità) borbottò Isaak. "Roland Ebner. Alwin Hahne. Ci sono di mezzo tutti."
"Lorelei Heinemann." Aggiunse Julian, un tocco di rabbia gioiosa nella sua voce. "Sospettiamo ancora che ci fosse lei dietro l'attacco al nostro caern l'anno scorso. Gliene dobbiamo per tre Garou."
Thomas fischiò piano, e annuì. " Cinque dei più distruttivi umani in diretto servizio del Wyrm, in un file, tutti sulla stessa operazione. Le loro difese sono virtualmente nulle. Abbiamo beccato i bastardi con i pantaloni calati. Ritiro tutto. Questa è degna di essere un'operazione."
"Non dovremmo farla, allora, durante il giorno quando è più probabile fare fuori questi tizi?" chiese Hinetze.
"Non con Lorelei tra le loro fila. Ha sicuramente qualcosa di pianificato. E' la troia più subdola con cui ci siamo mai scontrati e sospettiamo che si porti dietro alcuni 'benedetti' dal Wyrm." dichiarò Isaak. "E queste statistiche sono valide solo da mezzanotte alle quattro di mattina, solo per questa notte. L'operazione procede come pianificato. Preparate le vostre cose, chiederemo le benedizioni prima di andare. Daniella? Prendi le suture."


"Muoviti e apri la mano. Questo non e' facile anche senza che ti contorci, Hinetze. Pensa a noi Kinfolk. Sei fortunata in confronto a noi." Il volto già rugoso di Daniella si accartoccio' in un caos di grinze mentre infilava l'ago chirurgico tra i pezzi di carne in mezzo alle nocche della mano della ragazzina. Era la prima volta che subiva questo rituale, e le maniere brusche della vecchia matrona del gruppo non l'aiutavano. Eppure, Daniella era il membro del branco più anziano e le sue vecchie mani erano ferme mentre cuciva le suture. Delicatamente ma facilmente, infilo' un piccolo amuleto della forma di una mezza luna nel filo chirurgico, e chiuse la cucitura tornando al punto iniziale e legando le estremità assieme.
Il branco si era riunito in cerchio, ognuno con una mano protesa verso il centro del cerchio. L'anziana e brizzolata signora si accucciò tra due membri del gruppo e avvisò Hientze, "Chiudi il pugno e tienilo chiuso stretto. Vengono fuori più facilmente così." Isaak annui verso la donna più giovane. Era la nuova Philodox del branco. Questo rito era per lei.
Serrò il pugno, contraendo il viso mentre il filo veniva passato nella sua pelle e a voce alta chiamò, "Spirito della guerra e della distruzione, delle pistole e della morte, nostro spirito matrigno, ascoltaci. Clashing Boom Boom, la cui voce è sentita dal ferito e dal cecchino, dai ai tuoi figli la comunicazione, l'allenamento e una mente unica. Dai questo ai tuoi figli preferiti e anche a quelli che non preferisci." Terminato questo monologo, una nebbiolina cominciò a formarsi tra loro, una nebbia grigia che sapeva di carbone, nitrato di potassio e sangue. La nebbia della guerra. La ragazza cominciò nuovamente la sua preghiera, ma le sue parole erano sempre più mischiate e pasticciate. La nebbia di guerra si rafforzò e lei ripete' per la terza volta la sua preghiera, che risultò incomprensibile.
Completato il terzo passaggio, tutti tirarono indietro le mani, e le suture strapparono la sottile carne sulle loro nocche. La nebbia di guerra diventò rossa, e si spruzzò contro tutti loro come una sottile nebbia di sangue. Alcuni membri del gruppo sputarono e Daniella gli porse asciugamani per pulirsi. Hinetze, rimasta con i rimasugli delle suture, le estrasse digrignando i denti. La sua mano sinistra insanguinata le dolette mentre gli altri membri del gruppo pulivano più sangue possibile. I Garou del branco girarono le loro mani, guardando gli strappi curarsi istantaneamente. I Kinfolk si fasciarono le mani e cercarono di ignorare il dolore.
"Muoviamoci, ragazzi. Saremo operativi in venti minuti. Prendete il vostro equipaggiamento e andiamo." Isaak spinse avanti il gruppo. Le operazioni erano cominciate.


Nove ombre si proiettarono sul terreno appena fuori dal filo spinato che delimitava il confine della Braunsteiner e Wenz, tenendosi nascoste dietro un piccolo giardino appena fuori dalla portata delle telecamere e dei riflettori. Nei punti non illuminati dai riflettori, le guardie erano visibili solo grazie a un piccolo tronchetto di luce nell'oscurità: sigarette. Oltre le guardie e il filo spinato, la fabbrica spuntava fuori dal terreno come un monolito di mattoni, vetro e plastica.
"Marx avrebbe amato questo posto." scherzò Thomas a bassa voce. "Chi ci porta dentro?"
Hinetze fu la prima ad annuire, e sussurrò, "Specchio." Isaak prese velocemente uno specchio e una torcia elettrica, tenendo le sue mani attorno allo specchio in modo che riflettesse ma non rivelasse la loro posizione. Hinetze vi guardò dentro, e poi non era più li. Attraversando il Guanto, la giovane Philodox diede un'altra occhiata al suo branco, non solo percepì ma riuscì anche a vedere i segni di Clashing Boom Boom su di loro, che li teneva legati assieme. Piastrine di riconoscimento erano attorno al collo di ognuno dei membri del branco, non solo Garou ma anche Kinfolk. Vide anche i ragni che si arrampicavano sulle gambe di tutti i compagni, affollandosi sui loro SpiComs e attendendo di mandare messaggi tra il branco. Completamente non tracciabili, a meno che non si conoscesse il segreto. Hinetze sorrise alla sua famiglia adottiva ancora una volta, dopodiché si mise al lavoro.
I Garou hanno un largo vantaggio nella guerriglia urbana rispetto agli umani, vantaggi che vanno oltre alle semplici dimensioni e alle armi naturali. Erano anche maestri nel fare manovre sicure. Camminando oltre le guardie e attraverso il filo spinato, Hinetze trovò una seconda posizione sicura nei pressi di un cumulo di immondizia.
Evitando accuratamente il ragno sul suo SpiCom, presse il bottone e chiese, "Isaak, Daniella, mi sentite?"
Spegnendo un'altra sigaretta, la voce stridente di Daniella rispose, "Si. Tutte le conversazioni sono registrate. Parla pure."
"Forte e chiaro. Situazione?" La voce di Isaak rimase calma.
"Grazie, Daniella. Isaak sono tra due cestini dell'immondizia. Andate circa un chilometro a nord, state fuori dalla visuale. Fate fuori le videocamere, anche le guardie se dovete, poi arrampicatevi sulla recinzione e possiamo entrare da una finestra. Continuerò a perlustrare quando sarete arrivati qui." Hinetze si piegò tra i due cestini dell'immondizia e guardo sul vetro della finestra sopra di lei. Il mondo intorno a lei tornò lentamente.
Isaak tolse la sua mano dallo SpiCom e annuì al gruppo. "Seguitemi. Fila indiana, state bassi." Accucciandosi, Isaak cominciò ad aggirare l'area, con Thomas alle spalle. L'ordine era chiaro, Garou alle due estremità e direttamente al centro del gruppo, Kinfolk tra i Garou. Se ci fossero state sparatorie, i Garou sarebbero potuti saltare per proteggere i Kinfolk, e i Kinfolk avrebbero potuto preparare fuoco di copertura per i Garou se necessario. Almeno, quella era la teoria messa a punto tramite simulazioni al computer e allenamenti. Fino ad ora, non avevano avuto bisogno di provarla e se tutto andava bene stanotte, non avrebbero dovuto attuarla.
"Il 'gator è pronto?" chiese Isaak nel suo SpiCom, ricevendo la risposta della voce grave di Daniella
"E' pronto per fare il suo lavoro, Isaak."
"Bene. Ricorda, non mandargli contro il 'gator finchè non lo dico io." replicò Isaak e sussurrò, "OK, riesco a vederti Hinetze. Fi…finiscila di sventolare quella mano, dannazione. Qualcuno potrebbe vederti." Ignorando le scuse dall'altra parte della linea continuò, "OK. Ci muoviamo…ora."
Il branco corse verso la recinzione e oltre il filo spinato, uno dopo l'altro. Impigliarsi nel filo spinato non era un grande problema, le loro uniformi erano fatte di tessuto molto resistente che non si rompeva o impigliava tanto facilmente. La preoccupazione più grande era scuotere la recinzione facendo rumore e allertando le guardie. Hinetze tenne la recinzione al meglio delle sue possibilità per ridurre l'impatto delle loro scalate. Saltata la recinzione si fiondarono tra i cassonetti dell'immondizia, tenendosi bassi e respirando profondamente. L'ultimo a saltare la recinzione fu Julian, che scavalcò facilmente il filo spinato atterrando pesantemente sui piedi. Lui e Hinetze corsero per ricongiungersi agli altri. "Libero!" dichiarò Hinetze mentre si accucciava a terra.
"Va bene." Isaak li guardò tutti ancora una volta, con voce bassa e respirando forte. "Hinetze andrà avanti in perlustrazione di nuovo. Quando ci da il via libera, tutti saltiamo sui cassonetti e dentro la finestra che abbiamo qua sopra." Diede un occhiata alla finestra sopra di loro. Era sbarrata e chiusa, ma niente che potesse resistere agli artigli di un Garou. "Quando tocchiamo terra, dividiamoci immediatamente. A tre a tre, lupi in posizione due, quattro, sei e otto. Julian prendi il punto cinque e preparati a fornire armi pesanti se necessarie. Hinetze, vai." Hinetze annuì e in un secondo non c'era più.


Daniella spense un altra sigaretta. Veramente, non doveva proprio fumare quelle dannate cose. E lei in particolare, non avrebbe dovuto farlo nell'appartamento di Isaak, dato che lui ne era particolarmente disgustato. Ma anche nella sua posizione di bassa priorità, diventava nervosa quando un'operazione cominciava. In certi momenti, voleva essere li con loro, dove poteva essere utile. Altre volte, decideva che era la cosa migliore che lei fosse qui. Anche, forse, dieci anni fa, quando poteva stare dietro al resto del gruppo, ma ora…sarebbe stata solo di peso.
D'altro canto, anche lei aveva un lavoro. Mandare il 'gator. Isaak aveva ottenuto il 'gator da uno degli Interrupt Casuali, e, stando a quello che diceva il suo creatore, avrebbe assicurato che la Braunsteiner e Wenz non si sarebbe più ripresa dalle attività del branco di quella notte. Da quanto aveva capito, il 'gator avrebbe attaccato i file della compagnia assicuratrice della Braunsteiner e Wenz, cambiando lo stato dell'azienda da "Completamente pagato" a "Indietro di molti anni" nei pagamenti. Naturalmente, Braunsteiner e Wenz avrebbero controllato i loro computer per individuare velocemente l'hacking, e qualsiasi altra manomissione nei loro sistemi. Questo era esattamente il motivo per cui i loro mainframe erano l'obbiettivo dell'assalto di stanotte. Erano essenziali per le operazioni della compagnia, erano costati immense quantità di soldi e necessitavano di essere distrutti per coprire le tracce del branco, di qualunque tipo.
Viceversa, la compagnia di assicurazioni non avrebbe permesso a nessuno di arrivare alla verità dei loro stessi sistemi compromessi; una tale ammissione avrebbe spaventato i clienti per anni a venire.
Se tutto andava come programmato, Daniella era sul punto di distruggere la Braunsteiner e Wenz, togliendo il lavoro a circa seicento dipendenti e distruggendo migliaia di vite. La guerra dell'Apocalisse chiedeva una sorta di prospettiva morale distorta. Se il branco non avesse fatto ciò che stava facendo, il Wyrm avrebbe distrutto le loro vite, e avrebbe fatto un lavoro molto più completo. Daniella ricordò a se stessa: Lei era gentile.
In quel momento, lo schermo diventò vuoto e blu.
> Ciao, Daniella. Speravo di vederti.


"Non è ancora tornata." Thomas scosse la testa, "Cinque minuti. Doveva impiegarci pochi secondi. Sbircia oltre al muro, torna indietro. Qualcosa sta andando male."
Il branco respirava ancora forte, ma per un motivo completamente diverso ora. Nuvole si andavano formando sopra le loro teste, e l'assenza di Hinetze cominciava a pesare sulla coscienza di tutti quanti. Isaak infine esordì, "Cambio di programma. Tutti su ora, atterrate in cerchio con lupi distribuiti ampiamente ai punti uno, tre e sei. Julian stai al centro del cerchio. Muoversi!" Isaak saltò prima del gruppo.Si attacco al cassonetto ed era alto quasi tre metri e ricoperto di pelo. Con un solo brutale colpo, squarciò le barre e la finestra. Il secondo dopo era umano di nuovo, stava saltando attraverso il buco nel muro, e il secondo dopo ancora la sua forma Crinos era in piedi nell'edificio, con occhi di fuoco e bava che gli colava dalla mandibola.
Dietro di lui caddero cinque uomini e altri due lupini, che toccato terra presero posizione disperi in cerchio sul pavimento della fabbrica. Si sentiva a malapena un suono.


> Speravo di vederti.
Araignie si ripetè. La calma esteriore di Daniella andò in frantumi, e non rispose.
> Niente da dire? Niente di cui parlare?
Lo schermo diventò viola. Daniella si alzò, un malore cominciò ad attraversarle la pancia.
> Lascia che ti dia qualcosa di cui parlare.
Lo schermo improvvisamente diventò rosso brillante, e una spirale verde cominciò a roteare nel mezzo. Daniella bestemmiò, col fiato corto seguì i fili dietro il computer e strappò il cavo della corrente, quello del modem, e frantumò la scheda Ethernet appesa al soffitto. Qualsiasi possibile connessione al computer era disconnessa, e Daniella guardò impaurita ciò che ora era un mucchio di plastica e metallo. Lo schermo era diventato nero. Lo schermo sarebbe dovuto rimanere nero.
Lo schermo diventò rosso, e Daniella borbottò un'ultima preghiera.


Improvvisamente, tutto il gruppo strappò le cuffie dalle orecchie. Un fischio a tono altissimo era stato emesso dalle cuffie, e Isaak ringhiò l'ovvio, "Gli SpiComs sono stati compromessi! Tutti, passare alle radio normali!"
"No!" Urlò Thomas, col tenore del guaito in lingua Garou, "Si aspettano che lo facciamo! Silenzio radio! Dannazione da subito! State insieme e non perdete il contatto visivo!"
Un momento di silenzio teso riempì la stanza. Poi Julian urlò in panico mentre il corpo insanguinato di una diciassettenne si scontrava contro di lui. Una voce solitaria pronunciò una mezza frase "Imbosc—-" prima che un artiglio nero e gigantesco squarciasse il suo proprietario. Gregor Damaske aveva ventotto anni e aveva seguito il calcio religiosamente. Il Kinfolk si era unito al branco dopo essere stato ignorato dalla sua stessa famiglia; ora era morto al servizio dei suoi fratelli adottivi.
Il branco si mise in azione immediatamente mentre vedevano formarsi tre sagome nell'aria che li circondava. Il ruggito dei fucili d'assalto fece eco in tutta la fabbrica mentre tutti i Kinfolk sparavano contro le sagome nere, mentre i lupi si tenevano indietro in posizione difensiva. Le forme nere scomparvero dopo un secondo di fuoco, e improvvisamente una seconda coppia emerse da dietro al gruppo. Presa alla sprovvista e confusa, Maria Gephart cadde di lato squarciata da due larghe zanne.
Un secondo dopo, uno dei Kin sparò e tre proiettili d'argento bruciarono attraverso il pelo e la carne. Aveva trentacinque anni.
Julian guardò il corpo che giaceva su di lui. Poteva a malapena vedere l'intero gruppo che si disperdeva, e tutto l'ordine e la disciplina evaporarono di fronte a un attacco brutale ed esperto. Ma tutta la sua attenzione era rivolta al volto di Hinetze. Morta, era una maschera congelata di dolore e orrore profanato. Gli ultimi pensieri di Julian corsero a cosa poteva esserle successo in cinque minuti.
Dietro alla carcassa distorta di pelo e muscoli che fracassava la faccia di Julian, due fratelli scappavano alla carneficina giù per delle scale.


"La prima cosa che farò è uccidere te."
Thomas e Isaak erano seduti, schiena a schiena; nello scantinato, mentre sentivano le ultima urla morenti di un altro compagno. "Dovrei essere lassù." ringhiò Isaak, la sua voce appena un bollore in un calderone di furia. "Li stiamo lasciando morire, Thomas. Quello è il nostro branco, e sta morendo!"
"E questi siamo noi, che non stiamo morendo. Cosa avresti fatto Zachie?" Thomas diabolicamente mosse le perle del rosario nelle sue mani, le punta delle dita toccavano i talismani di Gaia che pendevano da esse. "Non avevamo speranze già dal principio. Deve essere stata quella rana di ragno della rete dei tuoi. Sono arrivati a lui prima di noi. Se anche uno solo di quei nomi che ci ha dato fosse corretto, sarei stupito."
Isaak smise di ringhiare per alcuni secondi e subito si pentì. Rese più udibili i pianti di dolore di Rilla. "Saremmo potuti essere là sopra a morire con loro."
"Non posso lasciartelo fare. Mamma mi ucciderebbe." Thomas scosse la testa. Isaak scosse la testa mentre Thomas diceva quelle parole. "Cristo, Tom. Non chiamarla in causa."
Le perle del rosario tintinnavano, a malapena udibili tra le urla e i ringhi. "Devo. Ti ricordi Natale, Thomas?" chiese Isaak, stranamente distante. "Prima che tutto accadesse? Andavamo tutti in chiesa, e io pregavo con queste cose e tu suonavi con la banda. Andremo in chiesa questo Natale, Isaak." Thomas percepì il corpo di Isaak che tremava contro la sua schiena e continuò a parlare, "Perchè l'hai fatto, Zach? Perchè portarci in questa missione? Stavamo tutti bene. Non avevamo bisogno di tutto questo."
Isaak sussurrò appena "Non sei li, Tom. Non sai com'è la sept. Senti tutti i borbottii e le domande quando sembra che non stai facendo nulla. Quando tutti ti guardano come se non ti interessasse più nulla. E invece ti interessa, naturalmente, e questo peggiora le cose." Fece una pausa, e disse, a voce un po' più alta. "Ho dovuto dimostrare loro che volevo aiutare."
Le urla si interruppero brutalmente, e Thomas rispose lentamente, "Andremo a casa per Natale quest'anno, Zachie. Andremo a fare visita a mamma. E' passato un sacco di tempo da quando lo abbiamo fatto l'ultima volta." Mise giù le perle, prese di nuovo il suo fucile. "Verranno giù presto, gliene dobbiamo per tutti loro. Forse Daniella è ancora viva, ma gliene dobbiamo per tutti gli altri."
Lentamente, i fratelli si alzarono, e attesero.